20 Settembre 2014

Buon risultato per il Politecnico nella nuova classifica internazionale delle università QS World University Ranking, pubblicata a Londra da Quacquarelli Symonds (QS): l’Ateneo guadagna sei posizioni rispetto al 2013 nell’area Engineering & Technology in Europa, attestandosi al 16° posto (58° nel mondo, a fronte del 68° posto dello scorso anno); il Politecnico recupera 5 posizioni anche nella classifica generale (365° posto a livello mondiale).

L’ateneo, in particolare, ha migliorato il proprio punteggio sia nella classifica complessiva (dove ha ottenuto 37,1 punti rispetto ai 35,2 dello scorso anno) sia in quella specifica di Engineering & Technology (dove ha ottenuto 80,9 punti, contro i 73,9 dello scorso anno).

I fattori che hanno permesso questi risultati sono soprattutto l’ambiente internazionale del Politecnico, primo in Italia secondo QS per presenza di studenti stranieri e soprattutto un miglioramento nella qualità della ricerca, che in questa classifica viene quantificata nel numero di citazioni e pubblicazioni su rivista e nella Academic Reputation, (45,5 punti rispetto ai 42,9 dello scorso anno nella classifica generale, 77,2 punti da 72,5 in quella dell’area Engineering & Technology), cioè la reputazione che un’università ha presso docenti di università di tutto il mondo, stimata attraverso un’indagine statistica condotta da QS; di particolare importanza per l’avanzamento nella classifica è il forte miglioramento del punteggio in due indicatori che misurano, con metodologie diverse, sia la produttività che l’impatto della ricerca nella comunità scientifica: il Citations per Faculty (rapporto tra numero di citazioni e numero di docenti) nella classifica generale, migliorato di circa il 31% da 30,7 a 40,3 punti e nell’H Index (che conta sia il numero di pubblicazioni che le citazioni) di Engineering & Technology, migliorato di quasi il 29%, da 63,7 a 82 punti. Restano invece fattori critici, che hanno penalizzato il Politecnico nella classifica, l’elevato numero di studenti per docente e la scarsa presenza di docenti stranieri.

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